Negli ultimi giorni si parla molto di un obbligo di PEC per chi possiede un’auto o una moto. È una notizia vera solo in parte: si tratta di una proposta contenuta nella bozza del nuovo Codice della Strada, non ancora legge. Vediamo cosa prevede davvero, quando potrebbe entrare in vigore e cosa conviene fare nel frattempo.
Cosa prevede la proposta
Il testo-base del nuovo Codice della Strada, messo in consultazione pubblica dal Ministero dei Trasporti, introduce l’obbligo di un domicilio digitale — cioè una PEC registrata nell’INAD, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali — per i proprietari di veicoli immatricolati in Italia. Se confermata, la PEC servirebbe per:
- immatricolazione di un’auto nuova (necessaria per targa e carta di circolazione)
- revisione periodica
- passaggio di proprietà (sia per chi vende sia per chi acquista)
- aggiornamento della carta di circolazione
- reimmatricolazione, ad esempio in caso di furto o smarrimento della targa
- nazionalizzazione e iscrizione al REVE per i veicoli con targa estera guidati da residenti in Italia
Da quando si applicherebbe
Non c’è ancora una data di entrata in vigore. La consultazione pubblica con le associazioni di settore si chiude il 13 settembre 2026; solo dopo il Ministero elaborerà il testo definitivo, la cui approvazione è attesa entro il 14 ottobre 2026. Fino a quel momento, nessuno sportello può rifiutare una pratica per mancanza di PEC: oggi l’obbligo semplicemente non esiste.
Se la misura sarà confermata, per le auto nuove scatterebbe da subito (niente PEC, niente targa). Per i veicoli già circolanti, invece, l’obbligo sarebbe progressivo: si applicherebbe solo al momento di una pratica specifica, con il passaggio di proprietà dell’usato come caso più frequente.
PEC e domicilio digitale: non è la stessa cosa
Vale la pena chiarire un dettaglio spesso confuso: l’iscrizione all’INAD è gratuita. Quello che si paga è la casella PEC vera e propria, acquistata da un gestore privato, in genere tra 5 e 25 euro l’anno a seconda del piano.
Cosa conviene fare nel frattempo
Anche se l’obbligo non è ancora in vigore, avere già una PEC attiva non è mai tempo perso: è utile per molte altre pratiche con la Pubblica Amministrazione, e dal 2023 le multe possono già essere notificate via PEC a chi ha registrato volontariamente il proprio domicilio digitale.
Il collegamento con PostaPEC.sm
Se vivi o lavori a San Marino ma hai un’auto immatricolata in Italia, o comunque hai bisogno di una PEC italiana per queste pratiche, INFAS può aiutarti anche su questo fronte: oltre alla PEC sammarinese di PostaPEC.sm, offriamo attivazione di caselle PEC italiane con dominio @pec.it o dominio personalizzato, con la stessa assistenza diretta che ci contraddistingue.
